IL WEB: lo psicologo e la sua pubblicità.

Una ricerca pilota sull’efficacia della pubblicità professionale tramite internet nell’area fiorentina

Gabriele Giacomelli e Gaia Rossi

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Quest’articolo è rivolto all’esplorazione di una particolare forma di comunicazione informativa e pubblicitaria: quella che si svolge tramite web. Seguendo le attuali impostazioni della denominazione degli applicativi internet è possibile fare una distinzione tra strumenti di prima generazione, comprendenti i siti con le pagine web e la posta elettronica, e strumenti di seconda generazione (Web 2.0) che comprendono gli applicativi multimediali come facebook, twitter, google+, youtube ecc. Gli strumenti di seconda generazione permettono una maggiore e più veloce interattività di comunicazione. La ricerca condotta si è concentrata sugli strumenti di prima generazione, maggiormente radicati nella cultura e competenza informatica attuale e più facilmente disponibili ad oggi.

seguono l’abstract, le conclusioni e la bibliografia, l’articolo completo è liberamente consultabile sul sito della Scuola di Psicoterapia Comparata di Firenze.

ABSTRACT

Gli aspetti psicologici della pubblicità vengono tipicamente studiati dalla psicologia della comunicazione; l’intero enstablishment dell’industria pubblicitaria ha notoriamente utilizzato le conoscenze della psicologia della persuasione per promuovere prodotti sia materiali che immateriali (Anolli, 2000). Lo psicologo, nonostante sia stato una figura fondamentale del processo di costruzione pubblicitaria, ha posto minor attenzione alla pubblicità di cui egli stesso era artefice.

Conclusioni

I siti osservati sono tutti risultati conformi alle indicazioni fornite dall’Ordine Professionale Nazionale e rispettano le indicazioni dell’Ordine Regionale in vigore al momento dell’indagine, in merito al decoro della professione, serietà scientifica e tutela dell’immagine professionale, spesso viene fornita una chiara spiegazione delle varie figure disponibili nel mercato della salute psicologica e in alcuni casi viene fatto esplicito richiamo all’Ordine professionale in modo ampio all’interno dei contenuti presenti. I servizi offerti lo sono in senso letterale, senza tentativi di fidelizzazione o di procacciamento della clientela.

Sono molti i siti dove è presente l’immagine con il volto del professionista, che quindi tende a metterci la “faccia”. Il tipo di comunicazione utilizzata tende a presentare l’immagine “calda” del professionista, distaccandosi dalla visione stereotipica “analitica” caratterizzata dalla presenza “invisibile dello psicanalista dietro al lettino”, privilegiando una relazione “faccia a faccia”. Relativamente alla foto, raramente si tratta di fotografie professionali; eppure gli aspetti della comunicazione non verbale, in particolar modo l’immagine, sono uno degli aspetti più importanti della professione. Nonostante ciò sorprende vedere che spesso vengono utilizzate foto comuni, non scattate appositamente, fino in qualche caso a confondere l’eleganza con l’eccessiva personalizzazione, perdendo alcuni tratti di professionalità. Anche l’utilizzo di immagini standard (che si ritrovano frequentemente nei diversi siti) può portare uno sgradevole effetto copia-incolla, poco professionale.

Nella costruzione dei siti sono emerse due modalità distinte relative alla tipologia network: quella caratterizzata da una presenza di contenuti di tipo commerciale assai diversa dalla tipologia professionale contraddistinta dalla presenza di contenuti mirati agli aspetti di aiuto caratteristici della professione, sostenendo anche in questo caso una figura di professione d’aiuto. Anche nel piccolo confronto interno alla figura di psicoterapeuta la differenza tra formazione medica e psicologica rinforza la natura spiccatamente tecnica-curativa della figura medica. La tendenza generale è comunque spiccatamente orientata ad un atteggiamento legato ai “disturbi” (figura 1) che lascia agli aspetti preventivi e di promozione della salute uno spazio inferiore, forse indice di un atteggiamento fortemente orientato alla cura.

Una riflessione merita di essere fatta sugli effetti della comunicazione sui partecipanti (Watzlawick, Jackson, e Helmick Beavin, 1971), quindi anche sull’emittente oltre che sui riceventi, su più livelli (contenuto e relazione), che possono innescare meccanismi di cambiamento anche nel modo di percepire degli operatori stessi, modificando la propria percezione dell’immagine professionale e delle stesse azioni, in un’interazione dove le proiezioni e le attese degli utenti sono parte integrante del materiale di lavoro.

La scarsità di adesione alla ricerca può evidenziare un’ambivalenza rispetto al mezzo di comunicazione: l’invito alla partecipazione si è servito dello stesso canale utilizzato dai professionisti per la propria pubblicità. Alcune ipotesi di spiegazione potrebbero essere legate ad una scarsa fiducia negli strumenti web, ad una svalutazione da parte del campione intervistato o al disinteresse rispetto al contenuto della ricerca. Ovviamente si tratta di congetture difficilmente verificabili.

In alcuni casi è offerta la prima visita gratuita, ciò potrebbe diminuirne il valore globale e “squalificarne il processo complessivo e renderlo maggiormente un fatto di affinità relazionali piuttosto che veicolato da strumenti professionali” (la frase riportata è stata ricavata da una risposta al questionario).

L’osservazione della differenza in tempi e modalità di svolgimento tra web e organizzazione dell’Ordine sembra invitare una riflessione sull’efficacia e la possibilità reale di controllo della pubblicità elettronica, anche alla luce di diverse modalità di attuazione (individuale, associata, tramite network). Per il professionista può essere difficile orientarsi rispetto ai contenuti, che non sempre possono essere controllati (come nel caso dei servizi offerti dai network) e sebbene non siano più indispensabili le richieste di nulla osta, almeno la comunicazione dell’apertura di un sito professionale è un atto obbligatorio a responsabilità del professionista stesso (anche se non è egli stesso a realizzare il sito, almeno questo è quanto richiesto nell’ambito toscano dove è stata svolta la ricerca).
Un appunto può essere rivolto alla funzione stessa della pubblicità professionale come aspetto di “promozione”, così importante in quanto riconosciuto “atto tipico della professione di psicologo” (Consiglio Nazionale Ordine degli Psicologi, 2012) e così centrale in tutte le indicazioni normative, ma non così ricorrente, o per lo meno non con lo stesso peso nelle pagine pubblicitarie web osservate.

In conclusione, la professionalità e il rispetto professionale sono quindi aspetti che vengono garantiti a sufficienza al fruitore online; viene dunque proposta un’immagine professionale tendenzialmente empatica. Talvolta, tuttavia, vi sono carenze di professionalità nella scelta delle immagini. I siti personali si differenziano comunque dai network presentando un’immagine “calda” e amichevole. Viene posta una riflessione sulla responsabilità del professionista sui contenuti anche quando la gestione del sito viene fatta da altri.

Riferimenti Bibliografici

  • Altavilla, E. (2004). Keyword Density Calculator. (Motoricerca) Tratto il 12/12/2013 da Motoricerca: www.motoricerca.info
  • Anolli, L. (2000). Psicologia della persuasione. Bologna: Il mulino.
  • Cicognani, E. (2002). Psicologia sociale e ricerca qualitativa. Roma: Carocci.
    Consiglio Nazionale Ordine degliPpsicologi. (2012, novembre). Parere sulla prevenzione/promozione in ambito psicologico.
  • Evernote Corporation. (2013). evernote ver 5.4.
  • Glaser, B., e Strauss, A. (1967). La scoperta della grounded theory. Roma: Armando.
    Losito, G. (1996). L’analisi del contenuto nella ricerca sociale. Franco Angeli.
  • Ordine Nazionale Psicologi (2007). Atto di indirizzo sulla pubblicità informativa delle attività professionali degli iscritti alla sezione A e B dell’albo. Coordinamento dell’Ordine degli Psicologi, Roma.
  • Ordine Nazionale Psicologi (1989). Codice deontologico. Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, Roma. Ordine Psicologi Veneto (2007). FAQ sulla pubblicità professionale sulle novità introdotte dalla Legge 248/06. Tratto il 12.12.2013 da Ordine degli Psicologi, consiglio regionale del Veneto: http://www.ordinepsicologiveneto.it/normative/la- professione/pubblicita-professionale/faq-sulla- pubblicita-professione/
  • Ordine Psicologi Toscana (2011). Regolamento in materia di pubblicità delle attività oggetto della professione di psicologo.
  • Vardanega, A. (2011). L’analisi del contenuto dei siti. Tratto il giorno 12.10.2013 da Slideshare: http://www.slideshare.net/agnesevardanega/lanalisi- del-contenuto-di-un-sito-internet
  • Watzlawick, P., Jackson, D., e Helmick Beavin, J. (1971). Pragmatica della comunicazione umana. Roma: Astrolabio.

Le rappresentazioni della frequenza tipo “word cloud” sono state ottenute attraverso il sito: http://www.wordle.net